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SOI DIFFIDA L' ASSESSORE ALLA REGIONE TOSCANA
08 settembre 2016

COMUNICATO STAMPA

PROBLEMATICA LISTE D’ATTESA IN OCULISTICA: LA SOI HA GIA’ DIFFIDATO E VALUTA DI DENUNCIARE STEFANIA SACCARDI, ASSESSORE ALLA SANITA’ REGIONE TOSCANA.

Ha suscitato grande preoccupazione nei pazienti, l’allarme che il Presidente della Società Oftalmologica Italiana, Matteo Piovella, ha lanciato contestando l’assessore della Regione Toscana che vuole far esaminare e curare gli occhi dei suoi concittadini da “sedicenti optometristi” incurante del fatto che oggi nessun malato, se consapevole, si farebbe “visitare e curare” da un non medico per tornare a vedere bene.

E’ un’azione irresponsabile finalizzata esclusivamente a ridurre le liste d’attesa, frutto di ignoranza e di incompetenza che porterà a gravi conseguenze per i cittadini – dichiara Piovella – I “sedicenti  optometristi” non hanno un percorso di formazione e studi sufficienti a fondare adeguato titolo sanitario idoneo a tutelare i pazienti. Fino a oggi, hanno operato liberamente nel nostro Paese solo grazie al fatto che l’attività optometrica non è mai stata regolamentata dallo Stato per mera mancanza di interesse(Sic!). Ma lo scorso luglio, con una lungimirante sentenza a tutela del diritto alla cura dei pazienti, la Corte di Cassazione ha finalmente posto fine a tale situazione, condannando in via definitiva un ottico di Macerata - sedicente optometrista, appunto - che esercitava la sua attività senza avere né titoli né competenze adeguate, per abuso della professione medica. Con equità e competenza i giudici della Corte Suprema hanno sentenziato che questi “sedicenti optometristi” non devono e non possono, in campo sanitario, mettersi in competizione o invadere attività espressamente regolamentate e controllate quale quella del medico oculista, dell’ortottista assistente di oftalmologia o quella dell’ottico.

Al di la della obbligatorietà del rispetto delle leggi e dell’utilizzo del comune buon senso, con scelte di politica sanitaria cosi sconsiderate chi ci rimette – ribadisce Piovella – sono, come sempre, i pazienti. E non solo: con errori come questo si mina la fiducia dei cittadini nei confronti di un Sistema Sanitario Nazionale sempre più in difficoltà nonostante la professionalità e la dedizione posta da tutti i professionisti sanitari in generale.

Questa decisione è la conferma che quando si affidano le scelte di gestione sanitaria a politici impreparati ed inesperti non si possono produrre risultati utili per la mancanza di un serio e costruttivo confronto con chi tali competenze ha dimostrato di averle sempre saputo utilizzarle al meglio.

Noi siamo obbligati ad agire a tutela di tutti i malati. Per questo abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di agire immediatamente e nel modo più diretto ed efficace. Per Piovella, per offrire cure adeguate bisogna agire rapidamente migliorando l’organizzazione, adottando le tecnologie innovative e valorizzando i ruoli del medico oculista e dell’ortottista assistente di oftalmologia.

Da 150 anni la SOI – ribadisce Piovella – si batte per la tutela del benessere visivo degli italiani e della salvaguardia dei pazienti.

Anche questa volta andremo fino in fondo.

Milano, 8 settembre 2016 - L’assessore regionale alla Sanità della Regione Toscana vorrebbe affidare alcune prestazioni oculistiche – definite più semplici – ai così detti ottici optometristi al fine di snellire le liste d’attesa per gli interventi di cataratta (Visualizza articolo Assessore Regionale Saccardi). La SOI esprime tutto il suo disappunto rispetto ad una scelta di politica sanitaria potenzialmente foriera di gravi conseguenze a danno dei pazienti. (Visualizza articolo Presidente SOI Piovella)

La SOI conferma e ribadisce che tutto quanto attiene all’anamnesi dell’apparato visivo, fondamentale per diagnosticare vizi di rifrazione e patologie oculari e consentire la prescrizione di corrette ed adeguate terapie, è atto medico a tutti gli effetti e può, secondo legge, essere eseguito solo, ed esclusivamente, da un Medico Chirurgo Oculista. Pertanto, ha attivato l’ufficio legale perché venga imposto il rispetto della legge a tutela dei pazienti affetti da patologie oculari.

Assegnare un atto medico ad un “sedicente optometrista” per mere ragioni economiche, è un comportamento illegittimo, estraneo ad ogni logica e sicurezza per il sistema sanitario e per i cittadini che lo dovrebbero subire: spiega il presidente Piovella. L’optometrista non esiste come figura professionale in Italia. Esiste un sorprendente corso di laurea in optometria che incredibilmente non conferisce alcun titolo e, coloro che lo sostengono, debbono successivamente dare un esame presso le scuole di ottica e poter ottenere il diploma di ottico e lavorare in un negozio di ottica: una proposta pseudo-formativa assolutamente kafkiana! L’illegittima gestione di qualsiasi problematica in campo oftalmologico, anche la più semplice, da parte dei “sedicenti optometristi” potrebbe creare delle serie problematiche per la salvaguardia della funzione visiva: commenta il presidente della SOI Matteo Piovella. Né l’ottico, né tanto meno i “sedicenti optometristi” possono affiancarsi, e ancor meno sostituirsi, al Medico Chirurgo Oculista, in quanto privi dei requisiti formativi e della conseguente capacità.

L’unico profilo professionale abilitato a collaborare con il Medico Chirurgo Oculista è il Dottore in Ortottica e Assistenza Oftalmologica – ribadisce Piovella – che opera in perfetta armonia e stretta collaborazione con il medico.

Occorre ribadire che da 150 anni la SOI è il riferimento istituzionale per la tutela della salute visiva ed ogni sua azione ribadisce la crescente continuità d’ impegno a sostegno della salvaguardia e del miglioramento della qualità delle prestazioni oculistiche messe a disposizione dei cittadini italiani.






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